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venerdì 22 febbraio 2008

La Canzone Salvagente...






....non vi capita mai?


dico: a voi ragazze (noi donne siamo tutte "ragazze" quando siamo tra noi, a ridere e scherzare e insieme confidarci cose serie come solo noi sappiamo fare) a voi ragazze non capita mai di avere un attimo di panico e pensare - in certi frangenti e con molta malinconia - "se fossi un uomo, sarebbe più facile"?


A me capita, chessò:


  1. quando devo usare un cacciavite per svitare qualcosa (perchè il Signore ha inventato le viti??) o

  2. quando devo aprire una bottiglia di champagne e svito nervosamente il tappo nel timore di perdere un occhio

  3. quando cammino da sola in una strada poco illuminta a e penso che vorrei essere alta 1,90 e cintura nera di karate...

  4. quando certi citrulli pensano che solo perchè mi trucco e ho le meches potrei essere meno preparata di un collega maschio...

  5. quando una volta al mese sono suscettibile come un cobra e rilassata come una statua dell'isola di Pasqua.... per intenderci, quel periodo in cui NON posso mettere i jeans bianchi...


In quei pochi momenti, ma solo in quei momenti, sono disposta a mettere in discussione il piacere di essere donna, di truccarmi, di poter mettere minigonne, longuette, pantaloni a vita alta, bassa, gonne pantalone (evitiamole, però, ché quelle ingrossano anche Olivia di Bracciodiferro!), profumi speziati, lucidalabbra alla frutta, pigiamini colorati e collant fantasia... perchè io amo essere donna, anche se ci sono circostanze nella vita che rendono questo amore duro e faticoso...



Ma quando capita la giornata no, ho la mia CANZONE SALVAGENTE, un inno alla femminilità e alla MERAVIGLIA di essere DONNA.


She's always a woman by Billy Joel



She can kill with a smile, she can wound with her eyes.


And she can ruin your faith with her casual lies.


And she only reveals what she wants you to see.


She hides like a child, but she's always a woman to me.


She can lead you to love, she can take you or leave you.


She can ask for the truth but she'll never believe.


And she'll take what you'll give her as long as it's free.


Yeah, she steals like a thief, but she's always a woman to me.


Oooh, she takes care of herself. She can wait if she wants, she's ahead of her time.


Oooooh, and she never gives out, and she never gives in, she just changes her mind.


And she'll promise you more than the Garden of Eden.


And she'll carelessly cut you and laugh while you're bleeding.


But she'll bring out the best and the worst you can be.


Blame it all on yourself, cause she's always a woman to me.


Oooh, she takes care of herself. She can wait if she wants, she's ahead of her time.


Oooooh, and she never gives out, and she never gives in, she just changes her mind.


She is frequently kind and she's suddenly cruel.


But she can do as she pleases, she's nobody's fool.


And she can't be convicted, she's earned her degree.


And the most she will do is throw shadows at you,


but she's always a woman to me.



TRADUZIONE:


Può uccidere con un sorriso, può ferire con il suo sguardo


E può incrinare la tua fiducia con le sue bugie svagate


Mostra solo ciò che ti vuol fare vedere


Si nasconde come una bambina,


ma per me è sempre "donna".


Ti può indurre ad amarla, ti può prendere o lasciare


Può pretendere da te la verità , ma non crederti mai


E prende tutto ciò che sei disposto a darle,


purché tu non pretenda nulla in cambio


E sì, ruba come un ladro, ma per me è sempre "donna"


Ooooh si prende cura di sé Sa aspettare se lo vuole, ma è in anticipo rispetto al suo tempo


Ooooh non cede mai, non si dà mai per vinta... al limite cambia idea.


Ti prometterà il Paradiso e anche di più


Incurante, ti ferirà per poi ridere quando sanguinerai


Ma tirerà fuori il meglio e il peggio di te


Non biasimare che te stesso, perché per me lei è sempre "donna"


al limite cambia idea


Spesso è gentile, poi improvvisamente è crudele


Ma può fare come preferisce, sa il fatto suo


E non può essere condannata, si è guadagnata il suo posto nel mondo


E al massimo getterà ombre su di te


Ma per me è sempre "donna".


(Traduzione by Lucetta)



lunedì 18 febbraio 2008

Il film salvagente...




A voi non capita di considerare certi film alla stregua di antidolorifici dell'umore?



Nelle giornate nere, quando - se cerchi di sorridere - ti tradiscono persino gli angoli della bocca andando in giù... ci sono certi film che hanno il potere di far tornare il buonumore.


La trama, i protagonisti, la colonna sonora, l'ambientazione... tutto concorre a farci sorridere!

Io il film del cuore ce l'ho.


Per carità, adoro "L'attimo fuggente" e anche "Quel che resta del giorno", ma devo ammettere che il MIO film salvagente, nella consolidata tradizione delle commedie che tanto mi piacicono anche da leggere, è .... "C'è posta per te", con Meg Ryan e Tom Hanks, per me la coppia più buffa e tenera e romantica dello schermo rosa...




Adoro di quel film la trama, i personaggi e, non ultima, la location... una New York City da favola.


Eccovi una breve e autorevolissima



RECENSIONE



Lei è nubile, lui celibe, ma entrambi fanno vita di coppia. Nella realtà sono professionalmente rivali e nei loro scontri ciascuno dei due cava il peggio dell'altro, ma su Internet corrispondono romanticamente tra loro sotto pseudonimo, suggerendo dettagli di sé e della propria invisibile anima gemella che è, insieme, rovesciata e complementare. Scritto dalla regista con la sorella Delia con cui aveva già collaborato in Michael (1996), è il 2° rifacimento del delizioso Scrivimi fermo posta (1940) di E. Lubitsch. A dirne la qualità basterebbe una circostanza di fatto: è imperniato sull'inaugurazione di un grande bookstore che provoca il fallimento di una piccola libreria per bambini che, in omaggio a Lubitsch, si chiama The Shop Around the Corner. Ma il tema centrale (l'opposizione tra vita e sogno) è svolto con precisione di particolari e sapiente leggerezza nel rimando, nell'attesa, nella ripetizione. E c'è una New York (West Side) autunnale come soltanto Woody Allen sapeva filmarla. Non importa che date le premesse, il traguardo sia scontato: come gli autori, lo spettatore non ha fretta di arrivarci. Conta il percorso, non la meta. Come in Insonnia d'amore, M. Ryan smagrita (con la voce di Cristina Boraschi) è di una spanna sopra all'improsciuttito T. Hanks (doppiato da Roberto Chevalier). In linea con il retrogusto malinconico della commedia c'è una battuta spiritosa: “Il fazzoletto è un kleenex che non si butta via”.
(C) "il Morandini" di Laura, Luisa e Morando Morandini.
Io quando vedo quel film e le strade di New York che anche se non ci sono mai stata è uno di quei luoghi che vorrei stringere al cuore,
io quando sento un Tom Hanks, inchiattito ma cavalleresco, sussurrare alla sua eroina "Non piangere, commessa"...
o quando lo sento dire che le vorrebbe regalare un bouquet di matite ben temperate... quando vedo il sole brillare sul West Side o le lucine natalizie abbellire il piccolo, romantico, negozietto di libri di Meg Ryan, che legge favole ai bimbi con un cappellino da fata in testa, beh...
di solito, sorrido, anche mio malgrado, perchè mi piacciono e mi piaceranno sempre le belle favole!


lunedì 11 febbraio 2008

Perchè un libro diventa D.I.K.??

Ciao a tutto il web e buona giornata (oggi c'è il sole!!!)...
Eccomi qui, reduce da una influenza che mi ha allontanata dal pc - e quindi dal mondo - per una intera settimana... ora ritorno, un po' stropicciata e intorpidita, ma con tanta voglia di chiacchierare!!
E inizio subito con una recensione nata dal nulla… una recensione di cui a voler guardare non c’era nemmeno bisogno, dato che sia autrice (Mary Balogh), che titolo, (“Sposa a Metà”), primo capitolo della saga Slightly, non hanno bisogno di presentazioni. Inoltre, non è una recensione che nasce da fresca lettura, essendo questo un libro che ho letto anni fa, anche se ogni tanto ci ricado e lo rileggo!

Però, questo titolo è il simbolo di una domanda che mi sono posta qualche giorno fa.

Perché un libro diventa D.I.K.?
(Desert Island Keeper)

La trama di “Sposa a metà” è riassumibile in 5 righe.
Scommettete?
Alla morte in battaglia del suo sottoposto, Capitano Morris, il colonnello Aidan Bedwyn – onora la promessa fattagli in punto di morte – recandosi dalla sorella di questo, Eve e, per aiutarla a garantirsi l'eredità, la sposa. La lotta per superare le vicissitudini delle rispettive famiglie li avvicinerà e li farà conoscere e il loro diventerà un matrimonio d’amore.


Ecco qui una ricetta semplice-semplice e veloce-veloce, di quelle che solo in mano ai veri chef diventano manicaretti.
E allora come mai Sposa a metà è diventato un DIK per me e per molte altre appassionate del genere? Per i protagonisti, credo.
Aidan è un uomo alto, massiccio e non bellissimo, che cerca sempre di vivere onorevolmente. Questo per lui significa fare al meglio un lavoro che non gli piace (il soldato) e tener fede alla propria parola.
Eve è la figlia di un arricchito minatore gallese che cerca di combattere la sfortuna (morte della madre, del padre, del fratello, eredità in mano a un crudele cugino) e di dividere la fortuna economica che ha avuto, riunendo intorno a sé persone che hanno bisogno di lei.
Dunque, Eve non ha una famiglia di sangue, ma si crea una famiglia di affetti.

Io credo che questo libro rimanga nel cuore perché Aidan ed Eve sono eroi nel senso più puro del termine.
Eroi quotidiani.
Eroi silenziosi, che cercano di superare senza clamore e senza gloria le difficoltà che la vita para loro innanzi. Saranno proprio le avversità quotidiane che faranno nascere e rinsaldare quell’amore che crescerà tenero e… “normale” come loro, affettuoso e … impegnativo come la vita, fatto anche di riconoscenza e di gratitudine e di affetto.
Per me questo è diventato un DIK perché è la storia speciale di due persone normali, con tutto quello che significa essere persone normali e dover fronteggiare i super problemi della vita con le armi della nostra normalità.

Aidan e Eve, aristocrazia a parte, sono davvero normali (lui ha una famiglia faticosa ed invadente e un lavoro che non ama, lei una situazione finanziaria faticosa e una famiglia che le pesa addosso)… normali, quindi, come ognuno di noi … così come è normale – e speciale insieme – chi ha il coraggio di superare i piccoli e grandi affanni per i quali non viene premiato né osannato pubblicamente.

Desert Island keeper, quindi… per l’umanità profonda e struggente dei protagonisti, che magari non fanno acrobazie sui materassi, ma sanno cosa vuol dire quando la vita ti si rivolta contro.
Vaneggiando tra me e me, pensavo che un DIK come questo potrei chiamarlo anche NESQUIK (Non Esco Senza Questo Keeper), non fosse che è un marchio di cioccolato, o SMS (Senza, Mi Scoraggio) ma è il nome dei messaggini telefonici…
Scherzi a parte, trovo che Sposa a Metà sia uno dei titoli più commoventi, belli e struggenti della Balogh. Da leggere!!!
LLucya73

mercoledì 30 gennaio 2008

Backstage... che eroina sarei??



Ecco il backstage del "cappellino" al sondaggio comparso su Immergiti in un mondo rosa, dal titolo: "Che eroina saresti".



Io lo so che eroina sarei. Sono una di quelle che ha risposto che vorrebbe essere esattamente come è, se fosse catapultata nel bel mezzo di una avventura da romance.


In tutta onestà (riesce molto semplice essere moralmente onesta in un blog!!) sarei del tutto diversa da quella che è la mia eroina ideale.


Non sarei ideale, perchè sarei reale!
Molto lontana dal modello di "alta, magra, biondocrinita e occhiazzurrata" cui mi piacerebbe assomigliare, sarei ME.


Ci pensavo ieri... leggendo le risposte del sondaggio: con il mio fisico da "violoncello" (non proprio regency, ecco...) e la faccetta tonda, con gli occhi neri sempre all'erta e i capelli ricci e ribelli, immortalata all'entrata di Almacks - vestita di bianco - credo che sarei...



...una meringa paciotta e chiacchierona, non riuscirei ad andare a tempo di valzer nemmeno sotto tortura, pesterei i piedi di qualsiasi conte/duca, inciamperei nei valletti, sparerei gaffes a raffica e imprecazioni da far rabbrividire le patronesse.


Sarei curiosa come un gatto, spontanea e buffa... mangerei più dolci del dovuto e avrei sempre l'acconciatura un po' storta... gesticolerei parlando ad alta voce e riderei a gola spiegata delle mie stesse battute. Farei acquerelli bruttissimi che regalerei a chiunque e darei troppissima confidenza alle cameriere.


Credo proprio che sarei così, come sono.


Me la godrei un sacco, sgranando gli occhi davanti a ogni cosa senza falsa malizia, in pace con me e con il mondo...


...e - se avesse buon gusto e amasse l'allegria - credo che anche il duca più severo e bacchettone mi adorerebbe e mi chiederebbe di sposarlo... magari dopo avermi salvata da un inciampo con caduta in fontana...


...e il nostro sarebbe un amore allegrissimo e il mio bacchettone sarebbe certo di condividere la vita con un fuoco d'artificio!!


lucetta




lunedì 14 gennaio 2008

Eroine autobiografiche!






Grrrrr.... che nervi! Lucetta vostra è oggi intenta a mangiarsi appetitosamente i gomiti...


Io non so: meno di una settimana fa pontificavo da questo mio blogghetto su quanto possano essere stupide certe eroine... su quanto a volte venga voglia di sopprimerle... sulla falsa ingenuità di certe donzelle che scappano "ragionevolmente lente" per non stancare l'intrepido inseguitore o su quelle che prima di svenire si accertano di aver ben pronte le forti bracciotte dell'eroe di turno...



Insomma, ero lì bella tranquilla a ridermela sulla muliebre stupidità dimostrata dalle protagoniste dei nostri amati romance (e qui devo dire che regency e medievali sono sulla stessa lunghezza d'onda, l'eroina regency essendo solo meglio calzata nella fuga su strade meno scoscese)...




E mentre ridacchio - che mi capita? L'eccezione che conferma la regola.

Mi capita che inizio a leggere "Tutto in un bacio", di Julia Quinn.



"E quindi?" chiederete voi?

"E quindi: nel delizioso TUTTO IN UN BACIO, si parla del bellissimo, carismatico, affascinante Gareth St. Clare, ok, ma il punto non è quello (sono stati creati - anche per mano della stessa Quinn - altri "eroi rosa" molto più DDD - Dark, Dominant and Dangerous - di Gareth St. Clair)



Il punto sta qui:

raramente ho letto di un'eroina più FANTASTICA di Hyacynth Bridgerton.

Me ne sono innamorata come non potrei di nessun protagonista maschile, perchè me ne sono innamorata con la forza dell'immedesimazione, dell'empatia e della voce della solidarietà femminile. Ero quasi, commossa, mentre divoravo ansiosamente le pagine come golosi cioccolatini al caffè.

E questo perchè Hyacynth Bridgerton sono io.



Sono io e ed è tutte quelle ragazze - chiacchierone e saputelle, determinate e pomposette - che vogliono avere sempre l'ultima parola, e che soffrono di attacchi di orticaria quando devono ammettere che qualcuno ne sa più di loro. Su qualsiasi cosa.



Hyacynth è normale nel senso più pregevole del termine, ed è profondamente moderna.

Infatti:

è una figlia dispettosa e ribelle con la madre cui, pure, vuole un bene dell'anima.

E' una fidanzata bisbetica, autoritaria e saputella, che patisce la paura che apparire troppo più in gamba del maschietto vada a detrimento della sua femminilità.




In realtà, è un luogo comune da combattere quello per cui è più femminile la debolezza del coraggio.



Pensateci.

Una saggia fanciulla che - avvistato un topo - lo rincorre brandendo la ramazza, è convenzionalmente meno aggraziata di una che leggiadramente sviene addosso ai pettorali di un eroe ben pasciuto ... e rischia di essere considerata una megera, per carina che sia.




Hyacynth è coraggiosa, intelligente, sicura di sè, non complessata, divertente e anche un poco buffa. E soprattutto riesce a estirpare all'amato bene le più belle parole d'amore che ho letto in questo periodo: "Voglio invecchiare con voi, ridere con voi e lamentarmi con i miei amici di quanto siete manipolatrice, petulante e cocciuta, sapendo segretamente di essere l'uomo più felice d'Inghilterra!"


Ecco che quindi sono costretta a corroborare la mia tesi con una robusta eccezione.

Certo, molte eroine sono peggio dei peletti del pennello sullo smalto fresco.

E vero, molte altre sono più irritanti della smagliatura nella calza nera l'unico giorno in cui mettiamo la gonna.

Ma vuoi mettere che cosa bella è la donna quando è profondamente, meravigliosamente, strepitosamente DONNA?

Llucya73




martedì 8 gennaio 2008

Ma voi non LE odiate quando...?


Backstage II: ancora sulle eroine!




Probabilmente, tutta l'atmosfera dolce e festaiola delle feste natalizie deve aver innescato in me una reazione allergica. Di solito tendo ad essere accomodante, ma "ideare" questo sondaggio sulle eroine mi ha aperto gli occhi su una cosa...


Ho sempre pensato che sia ovvio che a noi "ragazze" piacciano di più, tranne rare eccezioni, le figure maschili di quelle femminili descritte nei romance. D'altro canto, le descrizioni che vengono fatte degli eroi, siano essi machi alfa o omega, sembrano incarnare il sogno segreto di ogni donna.


Gli eroi, infatti, sono sempre bellissimi, o al limite affascinanti - così tanto da essere meglio che belli - ricchissimi, tormentati al punto da mandare in sollucchero il nostro senso chioccesco, libertini, umorali e prepotenti. Nonostante questa loro scorza dura, che fa molto "eroe solitario verso il tramonto" - capita che gli eroi si innamorino come il più sprovveduto dei pivelli, cadendo in tranelli emotivi banalissimi.


E comunque, i maschietti alfa nei romance sono onesti con se stessi e CON NOI, della serie: "Ok, la tipa mi piace, ma meglio che io stia zitto" per tutta una serie di motivi tra cui:

a) sono stato gabbato una volta e ora non mi fido più...

b) sono ricco e potrei non scoprire se vuole me o i miei soldi...

c) mi odia perchè sono responsabile della rovina di suo fratello/padre/defunto marito e quindi userebbe il mio amore contro di me...


Insomma, di solito l'eroe non dimostra il suo amore, nondimeno se ne accorge abbastanza in fretta e condivide con il lettore questo sentimento, la decisione di tacerlo e il disagio che ne consegue.


Ma le EROINE?

Le donzelle sono sempre così oneste? Non dico con l'eroe, ma... con le lettrici?

Sono solo io a deterstarle peggio del cavolfiore lesso quando "gigioneggiano"?


Ma sì, dai, voi non odiate le eroine di turno quando leggete che


...vedono l'eroe al ballo: affascinante e fiero come il principe delle tenebre, si staglia ad altezze siderali sui miseri mortali: è bello, maledetto, fascinoso e magari, quando le vede, fa pure un po' il provolone... e loro?


Lo evitano... lo sfuggono... (e fin qui nulla da dire, è una strategia come tante altre) fanno le ritrose... (e va bene anche questo, da Giulietta in avanti è pieno il mondo di damigelle che fanno stagionare i corteggiatori sotto al balcone...) e dicono CHE NON LO SOPPORTANO PERCHE' E' ARROGANTEMENTE sensuale e provocante, e che non tollerano che la sua ricchezza e bellezza lo convincano di far breccia in ogni cuore femminile e a loro, porelle, della bellezza/ricchezza/arroganza ecc. ecc. non interessa niente!!


Ma de che?

Ci vogliono far credere che è meglio uno con la "s" blesa e le orecchie alla "topo gigio"!? Vogliono convincerci che non le manda in sollucchero neanche un po', neanche per un attimo, il fatto che quel bel tomo del Duca Tal de tali - si svegli per occhieggiare proprio loro, dopo anni di aristocratico distacco?


Ora.

Se alcune leziose donzelle - quelle eroine che proprio non amo - vogliono incuriosire il duca di turno evitandolo/sfidandolo/insultandolo, facciano pure, ma che cerchino di intortare anche le lettrici, non mi va giù!


Per intenderci:

- amo le eroine "alla moda di" Amanda Quick: anomale, un po' svampite, intellettuali, simpatiche e senza problemi nell'ammettere - all'inizio solo con il lettore, poi anche con l'eroe - il proprio sentimento;

- amo le eroine "alla moda di" Mary Balogh: spesso sono malinconiche o invischiate in storie difficili, ma difficilmente negano al lettore l'evidenza, quando si innamorano.

- detesto tutti quei "fragili fiori di serra" che vogliono convincere chi legge che a loro non interessa che l'eroe le stia rincorrendo, ma che rischiano di inciampare nello strascico perchè, mentre fuggono, si voltano un po' troppo spesso a controllare di non scappare troppo veloce!


E voi?
LLucya

venerdì 4 gennaio 2008

Il paese della cuccagna!

Considerazioni semiserie sul ton londinese.
Ok, un bel respiro e ... via, con il mio primo post-icino!
Mi sono descritta caramellosa e logorroica, zuccherina e maliziosa.
Bene, inizio dal mio lato malizioso questo "quaderno di appunti".
La mia voracità nel leggere romance storici (e la mia passione per questo genere di letteratura) non ottenebra il mio lato razionale. Che mi ha portata a pensare quanto segue.
Approfittando della pausa natalizia, sono reduce dalla rilettura di:
1) tutti e 4 i libri della saga "Wallflower" di Lisa Kleypas, letti in inglese;
2) tutti e 6 i libri della saga "Slightly" (i Bedwyn, per intenderci), in italiano;
3) i volumi pubblicati della saga Bedegrayne di Lisa Kleypas;
4) i volumi pubblicati della saga Bridgerton, di Julia Quinn.
A questo punto, oltre a sospirare alzando gli occhi al cielo e serrando il volume al petto, mi si sono imposte anche 2 considerazioni (un po' cattivelle, ma tant'è).
La prima, ovvia, è che questo amore per le saghe (mio e di chi come me ama le nutrite serie di storie di famiglia) probabilmente si spiega con il fatto che la continuità dà un'idea di sicurezza.
La seconda considerazione è che l'Inghilterra del 1800, epoca d'oro della reggenza e mio periodo favorito per il romance, era ... il paese della cuccagna!
Pensiamoci.
L'Inghilterra è un'isola, nemmeno troppo estesa.
Il Regno Unito non occupa neppure tutta questa isola (ci sono anche Irlanda e Scozia).
Le storie che AMO leggere sono ambientate tutte a Londra o nei dintorni di Londra.
Sempre quelle storie, sono spesso incentrate durante la season londinese.
Ebbene:
in una porzione di territorio ridotta, in uno spazio temporale calcolabile in settimane, si radunavano una quantità di gentiluomini alti, mori, dominatori, ricchi, laconici e SCAPOLI tale da stecchire qualsiasi scienziato statistico.
Peraltro, sempre per ottimizzare le statistiche, si impone che questi gentiluomini avessero unicamente amici brutti, o quantomeno di aspetto ordinario, tanto per far rientrare la popolazione maschile inglese nella media mondiale.
(Oltretutto, temo che cotanta popolazione di belli e taciturni non apportasse una grande conversazione da White e negli altri Club!! ^^)
E che dire della "torma" di eroine disperate, belle, povere, vergini, coraggiose e altruiste, insensibili alla ricchezza e pure di cuore che pullulavano nelle sale da ballo?
Si suppone che le goffe, magari cicciotte o brufolose, servissero solo a far da numero! O venissero chiuse negli armadi di casa! Sempre amor di statistica impone che ognuna delle splendide donzelle avesse un'amica racchia, ma simpatica, cui confidare i suoi patemi d'animo.
Venendo ai titoli nobiliari, credo che lo stormo di duchi, conti e marchesi che planava sulla Londra ottocentesca sembrasse un vero e proprio esercito!
Roba che a incontrare un contadino o un commerciante per la strada, lo si iscriveva d'ufficio nelle specie protette a rischio di estinzione.
Vogliamo parlare delle figlie belle e colte, ma povere, dei vicari di campagna?
Quegli ometti dovevano essere quanto meno prolifici come conigli!!
Insomma, se usciamo dalla magia della singola saga, o della singola storia, e ci poniamo in un'ottica di "bieca" razionalità, questo paese era un bizzarro agglomerato di bellissimi, scurissimi e umorali gentiluomini, tutti intenti a salvare radiose, disinteressate giovani donne coraggiose e disperate da una flotta di cattivi impressionante.
Però, non so voi, ma quando leggo qualcuno dei miei amati romance, la magia vince su considerazioni BANALI come quelle esposte sopra.
credo che ognuna di noi abbia ben chiaro nella mente tutto quello che ho scritto qui, e che lo ignoriamo VOLUTAMENTE.
Quando si leggono i romance non è tempo di razionalizzare, ma di sognare!
LLucya73